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Il vetro utilizzato per gli infissi

Il vetro si ottiene per fusione della silice (sabbia di quarzo, SiO2) arricchita con carbonati e ossidi diversi. Per realizzarlo viene inoltre impiegata una percentuale di vetro reciclato che solitamente oscilla tra il 20 e il 40%.

Il vetro è una componente fondamentale per la buona riuscita di un serramento. Esso ricopre l'80% della superficie dell'infisso ed è per questo che il suo potere isolante è altamente determinante ai fini del comfort abitativo e del risparmio energetico.

I valori che distinguono la qualità del vetro sono fondalmentalmente due:

  • il coefficiente termico (espresso nel valore "Ug"): più basso è il valore Ug, più il vetro isola e maggiore è il risparmio energetico
  • l'abbattimento acustico (misurato in Decibel, dB): più alto è il valore dei dB e maggiore è l'isolamento acustico dall'ambiente esterno

Esistono diverse tipologie di vetro:

  • Vetro bassoemissivo: permette un basso comsumo energetico, che si ottiene mediante un deposito di ossidi di metalli nobili, oro e argento, sulla lastra interna. Con questo trattamento viene migliorata la trasmittenza termica del vetro e di conseguenza diminuisce notevolmente la dispersione di calore dei locali interni.
  • Vetro temperato: la resistenza meccanica del vetro viene sensibilmente aumentata ponendo la lastra di vetro in un forno. Il vetro temperato possiede qualità che lo rendono sicuro: oltre ad essere più robusto, in caso di rottura si infrange in piccoli pezzi smussati e di conseguenza poco pericolosi.
  • Vetro antirumore: per abbattere sensibilmente il rumore, occorre aumentare lo spessore della lastra esterna del vetrocamera. Esistono composizioni vetro con speciali pellicole fonoassorbenti, utilizzate per abbattimenti acustici importanti.
  • Vetro accoppiato: due lastre di vetro vengono incollate e unite con una o più pellicole trasparenti ad altissima resistenza contro la perforazione. Maggiore è il numero delle pellicole, maggiore è la resistenza contro le intrusioni. In caso di rottura il vetro viene tenuto insieme dalla pellicola. Il vetro accoppiato viene utilizzato per la realizzazione di vetri antinfortunistici e vetri di sicurezza.

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La storia del vetro

Lo storico latino Plinio il Vecchio scrisse nella sua opera principale "Naturalis Historia" che la scoperta del vetro si deve ai mercanti Fenici.

Essi portavano il carbonato di sodio (la soda) dalla Fenicia fino in Occidente, dove veniva impiegata per le tinture, per lavare le stoffe e per la mummificazione dei corpi.

Una notte, questi mercanti si fermarono su una spiaggia e, poichè faceva piuttosto freddo, usarono i "pani" di soda per accendere un fuoco. Senza saperlo avevano creato il vetro, unendo il fuoco alla sabbia e alla silice.

I più antichi reperti in vetro conosciuti risalgono al XXIII secolo a.C. e sono blocchi blu che venivano nuovamente fusi per ricavarne probabilmente piccoli oggetti. I recipienti in vetro più antichi sono stati ritrovati in Mesopotamia e in Egitto e risalgono al 1500 a.C.

Anche i Romani utilizzarono il vetro, e aggiunsero ai materiali di base, anche il natron: un composto di origine vegetale (ceneri di salicornia) o minerale. In epoca medievale alla silice e alla sabbia vennero aggiunti fondenti come il carbonato di potassio, che si otteneva dalle ceneri di felci o di piante boschive. Possiamo dunque affermare che quello dei romani era un vetro sodico, unito al carbonato di sodio che fungeva da fondente; mentre il vetro medievale è per la maggior parte potassico.

Il vetro era dunque composto da:

  • silice: 60/70%
  • fondenti: carbonato di sodio, carbonato di potassio (30%)
  • stabilizzante: carbonato di calcio (10%)

Per quanto concerne quest'ultima componente, nell'età antica veniva ricavata dalla sabbia e in special modo dalle conchiglie. I Romani, non sapendo che bisognasse aggiungere il calcio, lo mettevano semplicemente utilizzando la sabbia che ne era ricca.

I vetri potevano essere colorati con ossidi di ferro e rame. Il blu cobalto, che piaceva molto agli antichi, si otteneva invece con l'aggiunta di terre colorate.

Come oggi, anche i Romani utilizzavano il vetro riciclato per le loro creazioni: in questo modo si abbassava la temperatura di fusione. Il motivo per cui è difficile e raro trovare reperti in vetro non riguarda, come si potrebbe pensare, la fragilità di questo materiale, ma proprio il suo riciclaggio continuo.

A Roma il vetro si diffonde soprattutto perchè costa molto meno dei prodotti metallici che solo le persone più ricche potevano comprare. Anche lo scrittore Petronio ci ha lasciato una testimonianza sul vetro, elogiandolo per la facilità con cui può essere lavato e per la caratteristica di non prendere il sapore del cibo, come invece poteva accadere utilizzando recipienti in pietra ollare.

Per quanto riguarda le tecniche di lavorazione, si può affermare che nel I secolo d.C esse erano già state tutte messe a punto ed erano quindi presenti sul mercato. Per creare il vetro cammeo, venivano unite due lastre di colore diverso (blu e bianco) che successivamente venivano lavorate per creare l'effetto desiderato. Già nel IV secolo d.C. i vetri venivano incisi con figure tratte dai temi Cristiani.

Anche nella contemporaneità, il vetro ricopre un ruolo fondamentale, sia per le sue caratteristiche e proprietà, sia per la grande bellezza che alcuni mastri vetrai ricavano da esso.

Lavorando con ditte di prim'ordine quali Henry Glass, Casali, Cristalvetro, Valvetri, Gidea e Metodho anche la Lanzoni Daniele Srl contribuisce a diffondere la bellezza del vetro per non interrompere la sua storia millenaria.